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LA PARTITELLA
by Carlo Andreasi
Ovvero, leggeri come molecole d’ossigeno verso una rinnovata
identità.
Che il mondo
stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. D’altra parte è
la peculiarità stessa del mondo questa strana cosa di mutare
perennemente. Rimane allora da capire eventualmente, quale
sia per l’uomo il senso di questo meccanismo. Ad avviso di
molti, e noi siamo tra questi, questo frangente di esposta
criticità del sistema economico e sociale attuale, sarebbe
lì per stimolarci con una certa urgenza a riprenderci in
mano la nostra autonomia del pensare e
dell’agire. Si dice della generale disaffezione
per la politica, ma in realtà è cambiato il modo di essere
militanti: non più in seno ad una fazione o ad un’ideologia
o scaldando le poltrone dell’arena parlamentare, ma guidati
da una sorta di urgenza globale, di nuova coscienza di
appartenere ad un tutto molecolare, interconnesso e
inscindibilmente avvinto. Quest’urgenza è quella che ci dice
di riappropiarci dei nostri liberi territori di riflessione
e d’azione, come faceva Pasolini che in questa foto gioca
una partitella di calcio in un quartiere della periferia
romana. Il calcio di strada è essenziale, scabro, nasce
dalla forza inarrestabile della primavera; restituisce alla
potenza del gioco e della fantasia gli angoli urbani
prodotto dell’imperialismo del paesaggio. Il calcio di
strada sta al calcio ufficiale come la potente politica
dell’agire quotidiano sta alla consunta putredine di questo
decadente impero romano ormai in preda ad un’ilarità folle e
scellerata. In tutto questo Il Posto delle Fragole cerca di
ritrovare una propria identità rinnovata, sviluppando l’idea
originaria di spazio per le opportunità dei più vulnerabili
in luogo in cui non coltivare, ma accompagnare in una
crescita spontanea il nostro frutto acre e selvatico. Ci
siamo risvegliati da un lungo torpore. Non sappiamo bene
dove siamo, né che faccia abbiamo adesso, ma, respiro dopo
respiro, troveremo nel presente e nelle scelte più semplici
e apparentemente più insignificanti, un motivo per
continuare ad esistere.

NEWS DI APRILE by Orietta Polizzi
Finalmente…nonostante tutto…il sole scalda la “nostra” parte
di mondo e annuncia la bella stagione, guardiamo il glicine
centenario nella terrazza del nostro albergo che sta
fiorendo e il suo profumo intenso riesce a coprire altri
odori che il progresso poco rispettoso della natura produce.
E la natura appunto, dopo un lungo inverno, pian piano muta
il paesaggio e con rinnovato stupore ci rendiamo conto
dell’immensa fortuna che abbiamo…lavoriamo in luoghi unici e
speciali del nostro territorio: tra il mare e il Carso
triestino. Un ristorante nel bellissimo e rinnovato Parco di
San Giovanni - un’oasi nel cuore della città, nei pressi
dell’Università di Trieste- e un albergo sul lungomare di
Barcola alle porte della città punto d’arrivo della più
spettacolare regata dell’Adriatico …la nostra storia…che
dura da trent’anni esatti! Tutti noi abbiamo trovato il
nostro “Posto delle Fragole” lavorando in questi luoghi e
abbiamo cercato di valorizzare la cultura dell’ospitalità e
dell’accoglienza in un territorio multietnico per
eccellenza, dimostrando con la pratica quotidiana che un
modello sociale diverso è possibile, dove anche le persone
meno fortunate, considerate spesso “ultime” nei diritti,
hanno la possibilità di far sentire la loro voce, e se viene
data loro l’opportunità di sviluppare competenze e capacità,
rivelano una maggiore sensibilità nell’accoglienza e nel
raccontare la cultura del territorio in cui vivono. Un
modello sociale diverso che tiene conto dei diritti di
tutti… nessuno escluso.
Vorremmo incuriosire le persone che con l’arrivo della
primavera hanno voglia di viaggiare e scoprire bellezza,
tradizioni e sapori del nostro territorio….vorremmo ospitare
viaggiatori consapevoli che oltre al piacere della scoperta
di questi luoghi, possano apprezzare il racconto di quelle
esperienze che inizialmente sembrava quasi impossibile poter
realizzare.
Partendo proprio dal luogo che ha generato gli eventi di
queste esperienze, il Parco di San Giovanni, vi invitiamo a
Trieste e vi segnaliamo che a partire dal mese di aprile il
Parco ospita una serie di iniziative culturali da includere
in un itinerario diverso che coinvolge e suscita emozioni
nuove nei viaggiatori.
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